
Affittare un immobile, sia che si sia inquilini o proprietari locatori, si basa su una serie di decisioni concrete. La scelta dell’affitto, la costituzione del dossier, gli obblighi normativi legati alla diagnosi energetica: ogni fase condiziona il successo della locazione. Questo articolo dettaglia i punti che fanno la differenza tra una messa in locazione laboriosa e un’esperienza fluida per entrambe le parti.
Passività termiche e diagnosi: cosa deve verificare il locatore prima di affittare
Da quando è entrata in vigore progressivamente la legge Climat e resilienza, gli alloggi classificati G nella diagnosi di prestazione energetica (DPE) sono soggetti a un divieto di locazione. Gli alloggi classificati F seguiranno. Per un proprietario, ciò significa che è necessario verificare la classificazione DPE prima di qualsiasi pubblicazione di annuncio.
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L’annuncio stesso deve mostrare la stima delle spese energetiche annuali dell’alloggio. Non è un dettaglio cosmetico: un inquilino attento scarterà un immobile la cui bolletta energetica stimata appare troppo alta, anche se l’affitto sembra attraente.
Hai un immobile classificato E o D? La margine di manovra rimane confortevole. Tuttavia, un alloggio al limite della classe F impone un arbitraggio: intraprendere lavori di ristrutturazione (isolamento, cambio del sistema di riscaldamento) o adeguare l’affitto al ribasso per compensare il costo energetico percepito dall’inquilino. Alcuni locatori scelgono anche di passare all’affitto arredato o alla condivisione per modificare l’equazione finanziaria.
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Stabilire un affitto coerente in zona di controllo degli affitti
Ti chiedi perché alcuni annunci rimangono online per settimane senza trovare un inquilino? Nella maggior parte dei casi, l’affitto indicato è sfasato rispetto al mercato locale.
Nei comuni soggetti al controllo degli affitti (Parigi e un numero crescente di città della metropoli del Grande Parigi, ma anche Lione, Lille, Montpellier, Bordeaux), l’affitto di riferimento maggiorato fissa un tetto. Superarlo espone il locatore a un ricorso dell’inquilino e a un obbligo di rimborso dell’eccedenza.

Anche al di fuori della zona di controllo, un affitto troppo alto respinge i profili solvibili e attira candidature meno solide. Un affitto leggermente al di sotto della media del quartiere genera più candidature, il che consente di selezionare un dossier più affidabile.
Gli elementi che giustificano un supplemento di affitto
Un supplemento di affitto è autorizzato solo se l’alloggio presenta caratteristiche eccezionali rispetto agli immobili comparabili del vicinato. Alcuni esempi concreti:
- Una terrazza o un giardino privato di una superficie significativa, raro nel quartiere
- Una vista aperta su un monumento o uno spazio verde notevole
- Dotazioni di pregio (parquet antico, altezza sotto soffitto superiore alla media, prestazioni di alta gamma)
Il supplemento deve essere menzionato e giustificato nel contratto. Un inquilino può contestarlo nei primi tre mesi successivi alla firma.
Garanzia Visale e assicurazione affitti non pagati: garantire i propri redditi locativi
La questione del garante rimane uno dei punti di attrito più frequenti. Un candidato inquilino senza garante fisico si trovava spesso escluso, anche con un buon dossier. La garanzia Visale cambia questa dinamica.
Questo dispositivo, sostenuto da Action Logement, copre gli affitti non pagati e i danni locativi. Riguarda i giovani fino a 30 anni (senza condizioni di stato), così come i lavoratori precari di oltre 30 anni. Il locatore non paga nulla: è un servizio gratuito.
L’alternativa classica rimane l’assicurazione affitti non pagati (GLI), sottoscritta dal proprietario. Il suo costo rappresenta alcuni punti percentuali dell’affitto annuale. Copre generalmente i non pagamenti, le spese legali e talvolta i danni.
Visale o GLI: come scegliere
La scelta dipende dal profilo dell’inquilino mirato:
- Visale è adatta se il pubblico mirato è giovane o all’inizio della carriera, poiché amplia il bacino di candidati solvibili
- La GLI offre una copertura più personalizzabile (importo garantito, durata di copertura) e funziona indipendentemente dall’età dell’inquilino, a condizione che quest’ultimo soddisfi i criteri di solvibilità dell’assicuratore
- Combinare Visale e GLI sullo stesso contratto è vietato, quindi è necessario decidere prima della firma
Un locatore che accetta Visale invia un segnale positivo ai candidati: dimostra che non discrimina in base al tipo di garante. Questo dettaglio può accelerare la messa in locazione.
Contratto di locazione: le clausole da rileggere prima di firmare
Il contratto tipo imposto dalla legge Alur regola la maggior parte delle menzioni obbligatorie. Nonostante ciò, alcune clausole meritano una rilettura attenta, sia da parte dell’inquilino che del locatore.
La clausola di revisione dell’affitto deve precisare l’indice di riferimento utilizzato (generalmente l’indice di riferimento degli affitti, l’IRL) e la data di revisione. Senza questa menzione, il locatore non può aumentare l’affitto durante il contratto.
La durata del contratto varia a seconda dello stato dell’alloggio. Un contratto vuoto (non arredato) dura almeno tre anni per un locatore persona fisica. Un contratto arredato dura un anno, ridotto a nove mesi per uno studente. Il contratto mobilità, limitato a dieci mesi, è destinato a persone in formazione, in stage o in missione temporanea.

Controlla anche la ripartizione delle spese: anticipi sulle spese con regolarizzazione annuale, o forfait di spese (solo in arredato). Il forfait evita le regolarizzazioni, ma deve rimanere realistico rispetto alle spese reali.
Il deposito cauzionale è limitato a un mese di affitto escluso le spese per un alloggio vuoto, due mesi per un arredato. Qualsiasi clausola che supera questi limiti è considerata non scritta.
Un contratto ben redatto protegge entrambe le parti e riduce le controversie alla fine della locazione. Prendere il tempo di leggere ogni clausola, anche quelle che sembrano standard, evita disaccordi costosi sulla restituzione del deposito cauzionale o sulle riparazioni locative. L’ultimo riflesso utile: conservare una copia firmata dello stato delle cose d’ingresso, documento che servirà come riferimento unico al momento della partenza.